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La vita, a volte, ci costringe a fermarci. Altre volte siamo noi che perdiamo la voglia di camminare, o viceversa non riusciamo a fare a meno di correre. Chiediamo la grazia di un primo passo, quello a volte più difficile e quello meno scontato.

Ecco l’essenza dell’AC: una realtà nella quale si impara l’arte del fermarsi, del ri-prendere il cammino, della corsa, quando non si vede l’ora di essere “Testimoni di tutte le cose da Lui compiute”.

La XVIII Assemblea Nazionale altro non è stata che la compresenza di tante belle storie, raccontate nei multiformi dialetti del nostro Bel Paese, da una dimensione locale ad una globale, la cui narrazione è partita dall’essenziale, da quelle relazioni che ci immettono su quella “strada verso noi” che è frutto di una dialettica argomentativa.

La sperimentazione della dimensione ordinaria della vita democratica, alla base del nostro servizio, è stata la conferma che la responsabilità è sempre condivisione e che si correla strettamente non solo a passaggi di età, ma anche e soprattutto a passaggi di vita, bisognevoli di uno stile personalizzato di accompagnamento.

I multiformi linguaggi della preghiera sono stati quel “deserto che chiama” per fare il punto della vita spirituale, morale e materiale.

La ben ponderata compresenza di momenti di dialogo, di ascolto e di riflessione interiore con il Padre ed esteriore con i fratelli, sono stati un buono sprone per scrutare l’orizzonte, con il sol fine di impegnarci personalmente nell’associazione, nella Chiesa e nel mondo.

 

LIVIA PAOLA ADDANTE