Vittorio Bachelet, una "bella storia" che continua
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Vittorio Bachelet è stata una figura importante per l’Italia del secondo dopoguerra. Giurista, magistrato e membro, oltre che Presidente Nazionale, di Azione Cattolica, ha vissuto con sobrietà e stile fino alla morte prematura, per mano delle Brigate Rosse. Ha svolto per due mandati consecutivi l’incarico di Presidente Nazionale di Azione Cattolica, alla quale si è iscritto, per la prima volta, da bambino, ad appena 8 anni. Dal suo esempio di vita e di dedizione cristiana, è nato, nel 1988, l’Istituto Vittorio Bachelet, che si occupa della formazione dei laici in campo politico e sociale, non per «avere “riserve” per le future formazioni ministeriali – per cui ci sono anche troppi aspiranti – quanto per formare una “classe dirigente”, intesa come guida cristianamente ispirata dell’opinione, della stampa, dei costumi, dell’educazione non solo scolastica (ma anche, ad esempio, cinematografica), delle relazioni di lavoro, della vita professionale in genere» (tratto da: Tre codici sociali, articolo apparso sulla rivista “Studium” del dicembre 1952).
Da febbraio 2023, ho la fortuna, l’emozione e il privilegio di aiutare l’Istituto ad adempiere al meglio al mandato consegnato, idealmente, dallo stesso presidente Bachelet. Ogni anno, come detto, l’Istituto promuove un incontro, a Roma, presso il Centro Nazionale, con un tema specifico sul quale riflettere, insieme. Lo stile è quello, inconfondibile, dell’Azione Cattolica: ascolto, riflessione e condivisione comunitaria. Le relazioni degli ospiti suscitano riflessioni che vengono portate in plenaria, creando un dialogo vivace e paritario, mezzo di edificazione personale per ciascuno.
Il tema di quest’anno era: «Verso l’alt(r)o. La partecipazione come stile e come impegno» e si è svolto venerdì 7 febbraio e sabato 8 febbraio 2025.
Io faccio parte del Comitato Esecutivo, assieme ad Annalisa, Alessandro ed Enrico. Il nostro punto fermo è Agatino Lanzafame, un giovane adulto instancabile, colonna portante dell’Istituto, esempio di servizio, competenza e, soprattutto, generosità. Anche affannato da mille e uno pensieri e mille e uno adempimenti da portare a termine, non lesina mai un sorriso o una pacca sulla spalla. Grazie a persone come lui, Franco Miano, presidente uscente dell’Istituto, il presidente nazionale, Giuseppe Notarstefano, e tanti tanti altri amici, l’incontro sfugge alle solite logiche convegnistiche, abbandonando liturgie stanche e poco attraenti, e diventa una riunione di famiglia, o, almeno, tra amici. Ho imparato tantissimo da ciascuno di loro, in ogni occasione. Se fosse un compito di matematica del liceo, direi che il minimo comune denominatore che lega ciascuno di loro è l’entusiasmo che sanno trasmettere. Il senso di familiarità, poi, si estende anche ai momenti conviviali extra relazioni, quando storie di vita e di Azione Cattolica, si intrecciano e si arricchiscono di nuove esperienze. Grazie all’istituto, posso dire di conoscere persone con le quali adesso ho un rapporto continuativo: la magia dell’Azione Cattolica. Quest’anno abbiamo salutato, con un lungo e generoso applauso, Franco Miano, che ha concluso il suo percorso da presidente dell’Istituto. A succedergli, accolto anche lui da un lungo applauso, Matteo Truffelli, già presidente di Azione Cattolica e responsabile della scelta delle tesi premiate. Un’iniziativa meritoria dell’Istituto, infatti, consiste nell’assegnare, ogni anno, il premio Bachelet alle tesi di laurea, nelle materie di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Sociologia, Filosofia, Storia e affini, che abbiano attinenza con i temi che sono oggetto dell’attività di ricerca dell’Istituto: lo sviluppo e la riforma delle istituzioni democratiche, la partecipazione e la cittadinanza attiva, con l’intento di favorire e sostenere la ricerca in ambito socio-politico.
Dovessi, invece, tornare indietro, sarebbero tanti i momenti felici e da ricordare ai quali attingere. Tutta la fase di compilazione delle schede su Giustizia e Speranza, una raccolta di 12 volumetti su temi vari, curata dall’Istituto, rappresenta un bellissimo momento di confronto e condivisione. L’arricchimento scientifico e umano che questa occasione ha rappresentato, è entrato, a pieno titolo, nel novero dei miei ricordi più belli e preziosi. Nonostante le differenze sociali, di età e di territorio, è stato realizzato un bellissimo lavoro, che, proprio nel suo essere composito e scritto a più mani, trova la sua forza. È l’identità dell’AC: mettere a sistema le identità personali e renderle patrimonio comune, arricchendole e rendendole dense di senso e significato. Le sere passate a rivedere le impostazioni delle schede, trascorse insieme, mentre si commenta Sanremo, profumano di vita e illuminano gli occhi e il cuore.
Grazie, Vittorio Bachelet. E grazie, Azione Cattolica!
Vito Longo
parrocchia san Nicola, Mola
membro del Comitato Esecutivo Istituto “V. Bachelet”