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Seminario ACR 2025

Piccoli profeti di speranza, un titolo che accompagna l'ACR dal campo Nazionale di questa estate e che continua donare spunti nuovi ogni volta che, come nel seminario vissuto lo scorso 22 e 23 febbraio a Montesilvano (PE), si cerca di analizzarlo sempre di più!
Se sul "piccoli" possiamo dare per scontato il significato (che in realtà non lo è affatto) sulla parola "profeti" un approfondimento in più ci è stato donato attraverso gli interventi di sabato e domenica.
La professoressa Gaia De Vecchi, docente dio teologia presso l'università cattolica del Sacro Cuore, ha aperto i lavori del seminario regalando una lettura della parola profeta e una visione sulla speranza!
Profeta, parola spesso associata a chi parla del futuro, viene presentata invece come identità di chi "parla in luogo di", nel nostro caso, ovviamente, in luogo di Dio, e poi intrecciata con un significato più profondo di speranza, una speranza teologica attiva che tende a qualcosa di esistente non a desideri irrealizzabili;
E tutti, non solo i più piccoli, sono chiamati a questa virtù: dobbiamo metterci in cammino verso qualcosa che vediamo esistere e per la quale possiamo mettere in gioco le nostre vite.
Senza vivere a fondo una speranza attiva viene meno anche la nostra parte profetica, minata anche dai nostri limiti umani (vogliamo essere onnipresenti, viviamo di vittimismo, vogliamo possedere la verità)!

I laboratori hanno aiutato ancora di più ad entrare nel tema, e quello che ho scelto sull'ambito affettivo/relazionale, mi ha emozionato tantissimo. Il racconto di una famiglia che attraverso l'esperienza genitoriale riscopre alcuni piccoli valori persi e soprattutto svela alcune speranze dei piccoli che alcune volte dimentichiamo... tante cose che poi viviamo al di fuori dell'esperienza genitoriale con i ragazzi a noi affidati, perché come ci hanno ricordato Federica ed Andrea, i due genitori che tenevano il laboratorio, tutti i bambini, sia in ACR e sia in famiglia, sono doni che il Signore ci affida, non sono di nostro possesso!
Ma dove vediamo i risultati di questi piccoli segni di profezia? Ebbene, dato che anche l'intrattenimento non è casuale, l'Orchestra dei Ragazzi senior e il Coro Mani Bianche della diocesi di Avezzano hanno dato un piccolo esempio di quello che l'AC può realizzare.

Profeti, sì, ma in un cammino sinodale: è da qui che parte don Francesco Zaccaria nel suo intervento di domenica; è stato bello capire, ancora di più, quali sentimenti hanno spinto Papa Francesco a chiedere un cammino sinodale e come i laici siano stati chiamati ad essere anche loro al centro del cammino: ognuno è protagonista nella Chiesa!
In questi percorsi c'è qualche rischio? Secondo Luca Marcelli ce ne sono, a partire dal ridurre tutto a degli "eventi". Non dobbiamo chiuderci negli eventi, alcuni anche a noi cari, ma dobbiamo ampliare lo sguardo verso il concetto di processo: l'ascolto dei ragazzi non può chiudersi in eventi sporadici, deve essere continuo!
Ma anche il cammino sinodale non è esente dal rischio di chiudersi nel solito "remake" di qualcosa già visto o in un "film avanguardistico" in cui solo chi è stato dentro capisce qualcosa; è qui che l'ascolto dei più piccoli serve ad evitare questi scenari, con coraggio, sottolineandone il punto di vista, senza considerarlo inferiore a quello di adulti e giovani, perché i ragazzi non sono il "futuro" della Chiesa, sono il PRESENTE!

Massimo Marvulli